Credo che le parti più difficili di un tema, di un articolo, di un libro, di un discorso, siano sempre l'apertura e la chiusura. Il resto te lo puoi giostrare al meglio, ma l'inizio e la fine debbono sempre colpire l'attenzione e creare un senso di approvazione da parte di chi ascolta o di chi legge.
Ho deciso di creare un blog perché sentivo la necessità di pubblicare i miei articoli da qualche parte, senza dover attendere o dover chiedere a qualcun altro che lo facesse per me. Avevo, ho la necessità di condividere le mie impressioni e le mie passioni con gli altri perché ho sempre pensato che incontrare gente sia comunque l'esperienza più bella che ti possa capitare nella vita, anche se a volte il primo impatto è tale che vorresti rifugiarti in un eremo per il resto dei tuoi giorni. Preferisco ascoltare e scrivere più che parlare, ascoltare musica, in primis, ma anche le persone. Grazie alle mille e più che ho incontrato in quarant'anni, ho scoperto che è utile fare tesoro di qualsiasi cosa che una persona possa esprimere, anche se apparentemente possa sembrare banale, poiché aiuta a capire come gira il mondo intorno a te, aiuta a capire gli altri e te stesso, permettendoti di rapportarti con chi ti sta di fronte e di migliorare il tuo rapporto con il resto dell'umanità. Banale? Forse, ma ai giorni nostri mai dare nulla per scontato, nemmeno come si apre e si chiude un cancello dietro le spalle: è una lezione che i miei vicini dovrebbero imparare...
Perché shadowmusic? Perché è il connubio tra la mia passione per la musica e quella per la fantascienza. SHADO (Supreme Headquarters Alien Defence Organization) era il nome dell'organizzazione segreta del governo britannico per la difesa dagli alieni nella serie televisiva UFO, andata in onda nei primi anni ’70 e di cui il sottoscritto era un appassionato, come lo fu poi di Spazio 1999, altra serie televisiva creata sempre da Gerry Anderson.
Shado è simile a shadow (ombra), ed è un mio modo per omaggiare quanti, pur vivendo nell'ombra hanno contribuito e contribuiscono a rendere migliore questo mondo, persone che io percepisco come una sorta di X-Men dotati di forte sensibilità e poteri nascosti ai più. Ok, visto che a questo punto vi sarete già fatti un'idea circa i miei problemi psichici è meglio che chiuda qui questa prima parte di presentazione. Non prima però di accennare alla mia più grande passione, ossia la musica. La musica costituisce la mia linfa vitale da sempre. Ricordo ancora quando a pochi mesi di vita facevo i capricci per mangiare la colazione - solitamente pane e latte - se non al suono del vecchio giradischi Europhon, su cui immancabilmente girava la versione italiana di Many Tears Ago (Piangere per te mai più) cantata da Connie Francis (mio padre aveva una predilezione per questa cantante e più in là con gli anni non si stancava mai di farmi suonare il Tango della Gelosia con la fisarmonica regalatami da mio fratello) .
Ah...il destino... più tardi, all'età di circa quattro o cinque anni rimasi ammaliato dalla musica classica che mio fratello maggiore (allora studente a Brera) ascoltava quando dipingeva. Siccome in quegli anni il cervello di un bimbo è come una spugna, in poco tempo mi ritrovai a imparare a memoria le 4 stagioni di Vivaldi, la toccata e fuga in re minore, quella in fa maggiore, l'aria in sol maggiore ed il terzo concerto brandenburghese di J.S. Bach, la quinta di Beethoven, la sinfonia numero 40 di Mozart e le suite tratte dai balletti lo Schiaccianoci ed il Lago dei Cigni di Tschaikowski.
Per questo motivo, pur attendendo con apprensione ogni settimana la hit parade di Lelio Luttazzi, ho sempre prediletto la musica orchestrale, le colonne sonore dei film, fino a quando, nel 1977, proprio quando mi accingevo allo studio del pianoforte, rimasi colpito dalla sigla di un programma televisivo. Si intitolava "Honky Tonk Train Blues" e la eseguiva un certo Keith Emerson...ma questa è un'altra storia.
Perché shadowmusic? Perché è il connubio tra la mia passione per la musica e quella per la fantascienza. SHADO (Supreme Headquarters Alien Defence Organization) era il nome dell'organizzazione segreta del governo britannico per la difesa dagli alieni nella serie televisiva UFO, andata in onda nei primi anni ’70 e di cui il sottoscritto era un appassionato, come lo fu poi di Spazio 1999, altra serie televisiva creata sempre da Gerry Anderson.
con il compianto Ed Bishop (il comandante Ed Straker di SHADO)
Shado è simile a shadow (ombra), ed è un mio modo per omaggiare quanti, pur vivendo nell'ombra hanno contribuito e contribuiscono a rendere migliore questo mondo, persone che io percepisco come una sorta di X-Men dotati di forte sensibilità e poteri nascosti ai più. Ok, visto che a questo punto vi sarete già fatti un'idea circa i miei problemi psichici è meglio che chiuda qui questa prima parte di presentazione. Non prima però di accennare alla mia più grande passione, ossia la musica. La musica costituisce la mia linfa vitale da sempre. Ricordo ancora quando a pochi mesi di vita facevo i capricci per mangiare la colazione - solitamente pane e latte - se non al suono del vecchio giradischi Europhon, su cui immancabilmente girava la versione italiana di Many Tears Ago (Piangere per te mai più) cantata da Connie Francis (mio padre aveva una predilezione per questa cantante e più in là con gli anni non si stancava mai di farmi suonare il Tango della Gelosia con la fisarmonica regalatami da mio fratello) .
Ah...il destino... più tardi, all'età di circa quattro o cinque anni rimasi ammaliato dalla musica classica che mio fratello maggiore (allora studente a Brera) ascoltava quando dipingeva. Siccome in quegli anni il cervello di un bimbo è come una spugna, in poco tempo mi ritrovai a imparare a memoria le 4 stagioni di Vivaldi, la toccata e fuga in re minore, quella in fa maggiore, l'aria in sol maggiore ed il terzo concerto brandenburghese di J.S. Bach, la quinta di Beethoven, la sinfonia numero 40 di Mozart e le suite tratte dai balletti lo Schiaccianoci ed il Lago dei Cigni di Tschaikowski.Per questo motivo, pur attendendo con apprensione ogni settimana la hit parade di Lelio Luttazzi, ho sempre prediletto la musica orchestrale, le colonne sonore dei film, fino a quando, nel 1977, proprio quando mi accingevo allo studio del pianoforte, rimasi colpito dalla sigla di un programma televisivo. Si intitolava "Honky Tonk Train Blues" e la eseguiva un certo Keith Emerson...ma questa è un'altra storia.

